Chievo-Bologna 2-3: Destro in extremis beffa i veneti

Chievo-Bologna 2-3: Destro in extremis beffa i veneti

Il primo tempo si apre con un Bologna molto spigliato. L'approccio giusto per la squadra di Donadoni, sei giorni fa costretta dalla Juventus a rinunciare giocoforza alla cosiddetta "fase offensiva". Questione forse di "fame", se l'avvio è al fulmicotone. Un paio di calci d'angolo immediati, sul secondo, Destro si eleva davanti a Sorrentino e trova una splendida incornata vincente, anticipando Inglese in versione difensore. Il vantaggio mette le ali all'ospite che manovra con precisione e con incisività. Il Chievo soffre soprattutto le incursioni di Mbaye, spesso e volentieri liberissimo di agire sulla fascia destra. Nagy conferisce al centrocampo maggiore copertura rispetto al "sacrificato" Donsah, in panchina. La fascia mancina, dove agisce Jaroszynski, è davvero un problema per la squadra di Maran, anche perché Verdi disegna il passaggio ideale per il raddoppio, trovando insolito centravanti il ceco Krejci, a due passi da Sorrentino, solissimo per deviare di testa.

Il colpo di testa dell'ex Sparta Praga (sola nota veramente stonata della serata ospite) è timido e Sorrentino - che ci ha abituati a una giornata da eroe e una da reo - si allunga sulla sua destra e toglie la palla di porta. Dallo 0 a 2 all'1 a 1 è una questione di minuti. Quelli che vedono salire la pressione e il ritmo del centrocampo veneto, Birsa offrire la risposta all'assist di Verdi, per il salto di Inglese, libero di colpire tra Destro e Gonzalez. Su angolo. Girata di testa da mostrare alle scuole calcio, palla nell'angolino, gol da manuale.
L'1 a 1 accende i Mussi che tornano a volare per diversi minuti, costringendo l'ospite a goffi e lenti disimpegni. La mancanza di spazio, in mezzo, obbliga Gonzalez e Helander a fare il gioco come mezzeali. Non esattamente la specialità della casa, ne scaturiscono diversi errori di misura.

Birsa continua la battaglia a distanza con Verdi, da angolo trova la deviazione vincente sul primo palo di Cacciatore. Sembra gol, ma Mirante non è lo stesso che sei giorni fa ha accompagnato in porta la punizione di Pjanic. La reattività dell'estremo campano è prodigiosa e la parata evita ai rossoblù di andare sotto nel punteggio. Tocca allora a Verdi andare al servizio. All'ultimo minuto del primo tempo, il pavese del Bologna mette un pallone in mezzo per Destro, anticipato da Gamberini sotto porta.

Ripresa. Non cambia il copione del match. L'avvio è molto lottato in mezzo, per il dominio del gioco. Incertezza trotta da un break di Verdi su errore di Birsa, l'uomo-mercato del Bologna (Napoli e Inter sulle sue tracce, lui dice di voler restare sotto le due torri) avvia l'azione correndo per trenta metri, per poi servire Destro, allargato a destra. Il centravanti in versione altruista offre un pallone al bacio per l'arrivo al limite dell'area di Masina, il terzino si ricorda di essere stato un attaccante da bambino, scarica un bolide che Sorrentino ribatte di piede pèroprio su verdi che, accorrendo, trova un dolce tap in, imprendibile.

Il gol mette le ali all'ospite e affloscia il Chievo. Per lunghi minuti, soprattutto sulla fascia di Jaroszinski, il Bologna affonda. Gli manca l'istinto da killer. Donadoni non si fida, mette la sua squadra con una difesa a cinque, si affida all'esperienza con Maietta e Torosidis. Maran, pure lui, gioca la carta dell'usato sicuro: e l'eterno Pellissier dal nulla s'inventa la palla del pareggio, anticipando Mirante. Maietta toglie letteralmente il pallone dalla rete, ma l'urlo resta strozzato in gol soltanto pochi minuti. Col Bologna ridotto in dieci per l'espulsione di Poli (secondo cartellino giallo su Hetemaj, vero che il finlandese faccia scena, ma anche che Manganiello non sbagli e che l'ex milanista faccia la figura del pivello), finisce la partita del monumentale Verdi, per un finale del Bologna di sofferenza. Col Chievo tutto proiettato avanti - c'è anche Stepinski per Hetemaj, al minuto 40 arriva il pareggio di Cacciatore, non prima di una prodezza di Mirante su una splendida incornata di Inglese.Il terzino (ex Verona) finge il cross, rientra sul sinistro evitando Nagy e infila l'angolino opposto. Un bel diagonale. Manganiello controlla con l'ausilio del Var (c'è Giacomelli) la posizione di partenza dell'esterno gialloblù e quella di Stepinski che fa velo sul tiro, davanti a Mirante. Il gol viene confermato.

Colpo di scena! Ma quando stanno per iniziare 6' di recupero, Cacciatore si trasforma da boia a impiccato: scivola su un innocuo pallone al limite dell'area, tutto solo, consentendo a Destro, vicino a lui, di controllare palla e di battere Sorrebntino in uscita. 3 a 2. Dopo gol, pali, espulsioni, assistenze televisive e salvataggi sulla linea sembra finita. Invece l'ultima emozione: Tomovic centra la traversa di testa, scavalcando Mirante, cacciatore in tap in infila. Ma stavolta da posizione irregolare.
Fa festa il Bologna. Ma che Natale, ragazzi!

CHIEVO VERONA (4-3-1-2): Sorrentino; Cacciatore, Tomovic, Gamberini, Jaroszy?ski; Hetemaj (dall'83' Stepinski), Radovanovic, Bastien (dal 68' Garritano); Birsa; Pucciarelli (dal 62' Pellissier), Inglese. Allenatore: Maran.


BOLOGNA
(4-3-3): Mirante; Mbaye (dal 71' Torosidis), Gonzalez, Helander, Masina; Poli, Pulgar, Nagy; Verdi (dall'82' Donsah), Destro, Krejci (dal 59' Maietta). Allenatore: Donadoni.


ARBITRO: Manganiello di Pinerolo.
RETI: 3' e 90' Destro, 32 Inglese, 50' Verdi, 85' Cacciatore

NOTE: Ammoniti: Poli, Jaroszyski, Tomovic. Espulsi: Poli per doppia ammonizione. Recupero: 1' e 6'

Articolo di: Filippa Marinetti



Stiamo inviando il tuo commento.

Lascia un commento